Molti docenti si aspettavano un aumento più consistente in busta paga, ma nel cedolino di luglio 2026 l’incremento netto può risultare molto più basso. Il motivo è legato alla tranche 2026 del contratto e all’anticipazione IPCA già erogata.
In questi giorni molti lavoratori della scuola stanno controllando il cedolino di luglio e si pongono la stessa domanda: perché l’aumento è solo di 20 o 30 euro?
La risposta è semplice: nel cedolino di luglio non arriva l’aumento pieno del contratto 2025-2027, ma solo la quota riferita al 2026.
Questa quota, inoltre, è già in parte assorbita dall’anticipazione IPCA ricevuta negli anni precedenti. Per questo motivo l’incremento netto mensile risulta molto contenuto.
Cosa prevede il contratto 2025-2027
Gli aumenti più rilevanti indicati per il contratto 2025-2027 non sono tutti immediatamente visibili nel cedolino di luglio 2026.
Gli importi più consistenti, come i 137 euro medi per il comparto e i 143 euro medi per i docenti, sono importi a regime dal 1° gennaio 2027.
Il contratto distribuisce infatti gli incrementi in tre diverse tranche:
- 1° gennaio 2025;
- 1° gennaio 2026;
- 1° gennaio 2027.
La quota del 2027 è quella a regime, cioè quella finale e più consistente.
Perché a luglio 2026 si vedono solo 20 o 30 euro
Nel cedolino di luglio 2026 viene applicata la quota prevista per il 2026, non quella piena del 2027.
La tranche 2026 è più bassa rispetto all’aumento finale a regime e, soprattutto, incorpora somme già anticipate attraverso l’IPCA.
Questo significa che una parte dell’aumento era già stata pagata in precedenza.
Il risultato concreto è che l’aumento netto visibile nel cedolino mensile può essere molto basso, spesso nell’ordine di 20 o 30 euro.
Gli arretrati non sono aumento mensile
Un altro punto importante riguarda gli arretrati.
Gli arretrati, stimati tra 815 e 1.250 euro lordi a seconda del profilo, non vanno confusi con l’aumento mensile dello stipendio.
Si tratta di somme una tantum, quindi non aumentano stabilmente la retribuzione mensile.
Inoltre, gli arretrati sono soggetti a tassazione separata. Questo significa che l’importo netto effettivamente percepito sarà inferiore al lordo indicato.
Gli arretrati possono inoltre essere erogati tra luglio e agosto, e non necessariamente comparire tutti nel cedolino di luglio.
L’aumento vero arriverà nel 2027
La cifra che molti docenti si aspettavano, cioè un aumento lordo mensile più consistente, riguarda il 2027.
Gli importi medi a regime, come i 143 euro lordi mensili per i docenti, non sono quindi pienamente visibili nel 2026.
Per questo motivo, nel cedolino di luglio l’aumento può sembrare quasi inesistente rispetto alle cifre circolate sul rinnovo contrattuale.
Cedolino luglio 2026: cosa si vede davvero
Nel cedolino di luglio 2026 il personale della scuola può trovare situazioni diverse.
La quota 2026 produce un aumento netto contenuto, perché rappresenta solo una parte dell’incremento contrattuale ed è già in parte assorbita dall’IPCA.
Gli arretrati, invece, non incidono sullo stipendio mensile ordinario, ma vengono erogati come somme separate e una tantum.
L’aumento a regime del 2027 non è ancora visibile nel 2026.
Anche gli incrementi della RPD previsti dal 2027 non compaiono nel cedolino di luglio 2026.
In sintesi
Gli insegnanti vedono un aumento di soli 20 o 30 euro nel cedolino di luglio perché quello è l’effetto reale della tranche 2026.
La quota è limitata e in parte già assorbita dall’anticipazione IPCA.
Gli aumenti più consistenti e strutturali arriveranno solo nel 2027, mentre gli arretrati saranno visibili come somme separate e non come incremento stabile dello stipendio mensile.


Scrivi un commento