Regole, tipologie di permessi ed errori da evitare
I permessi retribuiti per docenti e personale ATA sono spesso oggetto di dubbi e interpretazioni diverse da parte delle scuole. Ogni anno possono verificarsi richieste non corrette, dinieghi o applicazioni arbitrarie delle regole.
Conoscere ciò che spetta realmente ai lavoratori della scuola è fondamentale per evitare abusi e tutelare i propri diritti.
Le principali tipologie di permessi retribuiti
Permessi per motivi personali o familiari
Sono previsti 3 giorni all’anno per motivi personali o familiari, senza obbligo di documentazione.
Permessi per lutto
Sono previsti 3 giorni in caso di decesso di parenti entro il secondo grado o del convivente.
Permessi per matrimonio
In caso di matrimonio spettano 15 giorni consecutivi di permesso retribuito.
Permessi Legge 104
I permessi previsti dalla Legge 104 sono pari a 3 giorni al mese, frazionabili anche in ore, e sono sempre retribuiti.
Permessi per concorsi ed esami
Sono riconosciuti per partecipare a concorsi o esami, con certificazione di presenza.
Permessi per donazione di sangue
Per la donazione di sangue spetta 1 giornata intera di permesso retribuito.
Cosa la scuola non può chiedere
Per i permessi personali, la scuola non può chiedere di giustificare il motivo della richiesta.
Non possono essere richiesti documenti non previsti dalla normativa. Inoltre, non è possibile imporre la rinuncia ai permessi per esigenze di servizio né chiedere il recupero delle ore di permesso retribuito.
Gli errori più frequenti delle segreterie
Tra gli errori più comuni possono rientrare:
- la richiesta di motivare i permessi personali;
- il diniego dei permessi Legge 104 per carenza di personale;
- la mancata concessione dei permessi per concorsi;
- interpretazioni arbitrarie del CCNL.


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