Nuovi obblighi per datori di lavoro e nuovi diritti per lavoratori e candidati
Il decreto recepisce la Direttiva UE 2023/970 e introduce in Italia un sistema strutturato di trasparenza salariale, con obblighi per i datori di lavoro e nuovi diritti per lavoratori e candidati.
L’obiettivo è ridurre il divario retributivo di genere, rendendo più visibili i criteri utilizzati per stabilire le retribuzioni, i dati disponibili e le eventuali differenze tra uomini e donne.
Ambito di applicazione
Le nuove regole si applicano a tutti i datori di lavoro pubblici e privati e a tutti i rapporti di lavoro subordinato.
Sono quindi coinvolti i lavoratori a tempo determinato, indeterminato e part-time, oltre ai dirigenti.
Restano esclusi il lavoro domestico e il lavoro intermittente.
Trasparenza salariale prima dell’assunzione
Il decreto introduce specifici obblighi anche nella fase di selezione del personale.
Il datore di lavoro dovrà indicare la retribuzione, oppure la relativa fascia, già negli annunci di lavoro o comunque prima del colloquio.
Non sarà possibile chiedere al candidato informazioni sulla sua storia retributiva. Inoltre, i criteri di selezione dovranno essere neutri rispetto al genere.
I diritti informativi dei lavoratori
Ogni lavoratore potrà chiedere, una volta l’anno, informazioni sul livello retributivo medio della propria categoria, suddiviso per sesso.
Potrà inoltre richiedere i criteri utilizzati per la progressione economica. Questo obbligo riguarda le aziende con almeno 50 dipendenti.
Il datore di lavoro dovrà fornire una risposta entro due mesi.
Il decreto vieta anche le clausole di segretezza salariale.
Reporting obbligatorio sul gender pay gap
Per le aziende con almeno 100 dipendenti è previsto l’obbligo di comunicare periodicamente i dati sul divario retributivo di genere.
La pubblicazione dei dati seguirà scadenze graduate. Per le aziende con almeno 250 dipendenti, l’obbligo annuale decorrerà dal 2027.
Quando emerge un divario retributivo superiore al 5% e non risulta giustificato, dovrà essere avviata una valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori.
Le definizioni più importanti
Per retribuzione si intende non solo il salario base, ma anche le componenti variabili e i benefit.
Il lavoro di pari valore riguarda ruoli anche diversi tra loro, ma comparabili per competenze, responsabilità e condizioni di lavoro.
Il livello retributivo comprende la retribuzione annua lorda e la retribuzione oraria lorda, considerando gli elementi fissi e continuativi.
Tutele e sanzioni
In caso di sospetta discriminazione, l’onere della prova viene ribaltato sul datore di lavoro.
Sono previste sanzioni per la mancata comunicazione dei dati e per le violazioni degli obblighi informativi.
Le novità più rilevanti
Tra gli elementi di maggiore rilievo figura il riconoscimento della discriminazione intersezionale, cioè quella legata al genere insieme ad altri fattori.
È inoltre prevista una presunzione di conformità per le aziende che applicano CCNL rappresentativi.


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